Giardino Alzheimer

La Fondazione Oasi Nazareth di Corato (BA) ha riconfermato in questi ultimi anni la propria vocazione di dedicare tutti i propri sforzi nel potenziamento di molteplici servizi  rivolti ad ammalati, anziani soli e quanti versano in situazioni di interiore disagio  e crescente sofferenza, talvolta accompagnata da solitudine e sconforto.

Per offrire un'opportunità in più ai malati di Alzheimer, e in generale agli affetti da demenza, ospitati anche presso le  strutture della Fondazione Oasi Nazareth, si è pensato nel corso del 2009 di realizzare, nello spazio esterno della R.S.S.A., un percorso sensoriale circoscritto in un’area verde, concepita per fornire serenità e stimoli terapeutici,  con l’intento di riportare l’anziano nel tempo, nello spazio e nel proprio vissuto.

Il giardino Alzheimer è stato inaugurato il 27 Giugno 2010 alla presenza dell’Arcivescovo Mons. Giovan Battista Pichierri.

Ammalarsi di Alzheimer vuol dire perdere progressivamente le proprie capacità cognitive: percezione, linguaggio, intelligenza, pensiero. Significa cioè perdere, irrimediabilmente, la possibilità di comunicare e di badare a sé stessi.
Questa condizione porta alla necessità di dover affidare totalmente agli altri la propria esistenza, ma anche questa é una scelta impossibile, a senso unico. Una scelta che questo tipo di patologia impedisce di fare, perché le persone con Alzheimer, o comunque affette da demenza, non sono in grado di scegliere niente: non scelgono le persone a cui affidarsi, né quelle con cui vivere e relazionarsi, non scelgono i loro spazi né i loro tempi e ritmi di vita.
Forse, per renderci più attenti alle persone che vivono questa dimensione del corpo e della mente, basterebbe soltanto conoscere cosa vuol dire “ demenza” e pensare che questa eventualità potrebbe segnare, più o meno direttamente, la nostra esistenza. Questa consapevolezza é la premessa indispensabile per sviluppare e alimentare non soltanto una rete informale di aiuto, ma per garantire una costante azione di tutela collettiva, per non lasciare a sé stesse queste persone e le loro famiglie.

In particolare, il nostro percorso sensoriale  Alzheimer nasce proprio con le seguenti finalità terapeutiche:

  • ridurre i problemi comportamentali e, in particolare: il disorientamento spazio temporale, i tentativi di fuga, il girovagare afinalistico e le reazioni catastrofiche;
  • ridurre l'uso dei farmaci psicoattivi;
  • ridurre, se non abolire, il ricorso alla contenzione;
  • rallentare il declino delle capacità funzionali;
  • stimolare le capacità residue;
  • stimolare la memoria remota dei pazienti nei riguardi delle loro attività precedenti, come ad esempio coltivare l’orto, accudire i fiori, passeggiare nel giardino, ecc.;
  • compensare i deficit cognitivi e funzionali causati dalla demenza.

Il "Giardino Alzheimer" è stato progettato per essere un ambiente sicuro con un collegamento diretto e continuo con l'interno della Struttura, facilmente utilizzabile da parte degli ospiti, privo di barriere architettoniche, dove il controllo a vista da parte degli operatori garantisce la libertà di movimento del malato, rispettando la decisionalità personale nell'uscire dando la sensazione di autonomia e, per chi vuole camminare da solo, di privacy. È  importante che tale giardino non sia percepito come ignoto o vissuto con paura.

Il giardino realizzato nella R.S.S.A. rispetta alcune precise componenti:

  • Vegetazione: sono previste diverse specie, in modo da rappresentare quanti più aspetti terapeutici possibili.

La vegetazione è  facilmente riconoscibile per il colore e il profumo dei fiori, conosciuta in quanto familiare, manipolabile in quanto non velenosa, evocante il trascorrere del tempo, per la diversità di colori e forme che assume con il trascorrere delle stagioni. La presenza di alberi di alto fusto evita ombre decise, che possono creare problemi di ansia.

Le essenze hanno valenza visiva (fiori molto colorati anche stagionali) ed olfattiva (giardino delle piante aromatiche come salva, lavanda, menta, rosmarino,origano); tali piante al tatto offrono sensazioni piacevoli.

 

Poiché l’odorato è l’ultimo senso a svanire, si  è prestata una particolare attenzione alla scelta di fioriture, la cui fragranza persistente può aiutare la memoria a ricostruire un contatto con il proprio vissuto.

  • Aree per la sosta: alcune sono più ampie ed ombreggiate, altre dotate di panchine perimetrali, in modo da favorire gli incontri e le attività ricreative collettive. A ridosso di queste aree sono  presenti alberi da frutto e fiori profumati, per rendere ancora più rilassante e stimolante l'ambiente.

 

  • Il percorso: è  unico, estremamente semplice, privo di biforcazioni e incroci, (per esempio, ad  anello), in modo da aumentare la sicurezza degli ospiti e rinforzarne il senso di familiarità.

 

E’ importante che anche gli operatori della struttura siano tranquilli e possano lasciare agli anziani libertà di movimento nell'ambito del giardino. Il percorso è l'elemento strategico del giardino: la sua forma particolare e la discreta luminosità del materiale di cui è costituito permettono all'ospite di non perdersi, e comunque di non sentirsi in ansia se dovesse fuoriuscire dal percorso, perché, al di là di esso, non incontra ostacoli fisici o psicologici, ma un tappeto erboso su cui è altrettanto piacevole camminare, sdraiarsi, rotolarsi, sentirsi libero e in sicurezza.
I vialetti sono  pavimentati con  caratteristiche antisdruccciolo e antiriflesso in modo da consentire una deambulazione sicura ed un benessere visivo. Il contrasto cromatico con la vegetazione rende facilmente individuabile gli spazi di percorrenza, e l’assenza di dislivelli ed ostacoli tra percorso e manto erboso consente un cammino in sicurezza, anche nel caso in cui il malato abbandoni il tracciato.

  • Punti di riferimento: sono  progettati al fine di stimolare le capacità mnesiche e l'orientamento spaziale, generalmente compromessi.


Essi sono  rappresentati da due gazebo, un pergolato, un orto per attività terapeutiche, aree di sosta, ecc. che permettono l’orientamento e la facilità di individuazione, grazie alla loro particolare forma e alla vegetazione segnaletica (il particolare colore dei fiori, il loro profumo caratteristico), collocata in punti strategici del percorso e comunque sempre in prossimità dei luoghi di attrazione.

  • L'acqua: il rumore dell'acqua che scorre rappresenta un importante stimolo uditivo nell'archivio della memoria. Nel giardino è presente una  fontanella e gli ospiti vi si possano avvicinare in tutta sicurezza.

 

  • Recinzione: il giardino è  protetto e la recinzione è mimetizzata attraverso specie rampicanti, al fine di evitare d'infondere un senso di chiusura.
  • Illuminazione: la fruizione serale, (e diurna, in condizioni metereologiche sfavorevoli), può essere garantita da un sistema di illuminazione, finalizzato ad identificare il percorso.

 

Il concetto di base del giardino Alzheimer è che esso deve rappresentare un percorso guidato, all'interno del quale le persone affette da Alzheimer possono muoversi liberamente, senza pericoli, in vialetti pavimentati oppure in spazi verdi, senza alcun tipo di ostacolo, e caratterizzato da un buon numero di panchine e corrimani. La guida ideale è rappresentata dalla natura: chi lo frequenta e vi sosta entra, infatti, in contatto con i diversi colori e aromi delle varie specie di piante presenti.

 

Facilità d’orientamento, sicurezza, libertà di movimento, privacy e serenità, stimolazione sensoriale, sperimentazione terapeutica, sono i principi fondatori di un progetto valido.